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Le risposte alle domande più frequenti dei donatori

Cari donatori,

l’autoemoteca di stamattina procede regolarmente.

Approfittiamo dell’occasione per rispondere alle domande che i nostri donatori ci rivolgono più frequentemente.

C’è un’età minima e una massima per donare il sangue?
La legge prevede che il potenziale donatore abbia compiuto la maggiore età (18 anni) ed abbia meno di 60 anni per le donne e 65 anni per gli uomini. Chi è donatore/donatrice abituale può estendere la sua attività oltre i limiti temporali sopraindicati se è d’accordo, in buona salute e con l’avvallo del medico selezionatore.

C’è un peso minimo per donare il sangue?
Si richiede un peso minimo di 50 Kg per i potenziali donatori siano essi di sesso maschile o femminile.

Per donare sangue intero c’è un valore minimo di emoglobina?
La legge prevede 12,5 g/dL per le donne e di 13,5 g/dL per gli uomini.

Quanto tempo deve passare tra una donazione e l’altra?
Dipende dal sesso del donatore, dalla sua età e, soprattutto, dal tipo di donazione (sangue intero, piastrine, plasma). Considerando il caso più comune, ovvero quello del sangue intero, l’intervallo di tempo tra una donazione e l’altra è di 3 mesi per gli uomini e le donne non in età fertile, e di 6 mesi per le donne in età fertile. Per quanto riguarda l’intervallo di tempo che deve passare in caso di donazione di plasma o piastrine, è opportuno contattare il Centro Trasfusionale.

Devo venire di persona a ritirare il risultato degli esami effettuati sul mio sangue?
Tutti gli esami vengono spediti via e-mail (attraverso un’apposita procedura di sicurezza che tutela la privacy) oppure possono essere ritirati in sede (per Turate: martedì sera, 21-23, Casa delle Associazioni). Ovviamente, nel caso in cui gli esami non risultano essere idonei, il donatore viene contattato telefonicamente e invitato a presentarsi dal suo medico di base.

Una volta donato, cosa succede al mio sangue?
La sacca di sangue intero viene abitualmente frazionata, ovvero separata nei suoi 3 principali componenti: globuli rossi, plasma e “buffy-coat”, che comprende globuli bianchi e piastrine.

Qual è il destino dei 3 componenti che mi avete descritto?
I globuli rossi concentrati vengono utilizzati in generale in tutte le situazioni di grave anemizzazione, sia acute (ad esempio incidenti stradali, interventi chirurgici, ecc) che croniche, qualora le condizioni cliniche del malato rendano necessaria la trasfusione. Il plasma viene utilizzato in situazioni più particolari, quali interventi chirurgici complicati da deficit della coagulazione, alcune malattie della coagulazione, alcune malattie a componente autoimmunitaria, ecc. Il buffy-coat viene invece utilizzato per estrarre le piastrine; essendo il numero di piastrine estratto molto basso è necessario utilizzare 4-5 buffy-coat per ottenere una singola sacca di piastrine. Questo dato, insieme al fatto che le piastrine possono conservarsi per tempi molto brevi (max 5 giorni), rende questo componente estremamente prezioso e spiega perché, in situazioni di emergenza, si chiede al donatore di sangue intero la propria disponibilità alla donazione di sole piastrine. Tale procedura utilizza appositi apparecchi (separatori cellulari) che permettono di raccogliere solamente le piastrine e reinfondere gli altri componenti del sangue. Le piastrine si utilizzano soprattutto per i malati di cancro, che a seguito di un trattamento chemioterapico o per l’evoluzione della loro malattia, possono presentare un numero bassissimo di piastrine ed essere quindi a rischio di emorragie mortali.

Sono affetto dalla seguente malattia: “….”. Posso comunque donare?
Fare un elenco completo delle malattie che controindicano o permettono la donazione è pressoché impossibile: vale la regola generale che tutte le malattie gravi in atto o nel passato, costituiscono una controindicazione assoluta alla donazione. Riteniamo più utile fare qualche esempio che comprenda le malattie più comunemente riscontrabili, tenendo presente che in caso di dubbio è sempre opportuno contattare il Centro Trasfusionale: un medico trasfusionista sarà sempre a vostra disposizione. Gravi malattie in atto o in passato a carico del cuore (ad es, infarto, interventi di by-pass o di angioplastica coronarica), dei polmoni, neurologiche (ad es. ictus cerebrali), renali, gastrointestinali (ad esempio morbo di Chron o retto-colite ulcerosa), immunologiche, del sangue: costituiscono tutte una controindicazione assoluta e permanente alla donazione.
• Ipertensione arteriosa (la cosiddetta “pressione alta”): se ben controllata dalla terapia non costituisce una controindicazione alla donazione. Il donatore ricordi comunque di assumere sempre i medicinali specifici prima di venire a donare.
• Diabete: se non necessita della somministrazione di insulina ed è ben controllato dalla terapia antidiabetica orale, non costituisce una controindicazione alla donazione
• AIDS, Epatite C, epatite B (acute e croniche): costituiscono una controindicazione assoluta e permanente alla donazione
• Epatite A nel passato o Epatite B guarita: non costituiscono una controindicazione alla donazione
• Tumori maligni: tranne i casi rarissimi di cosiddetto “neoplasia in situ” (chiedere eventuali chiarimenti al medico trasfusionista) costituiscono tutti controindicazione assoluta e permanente alla donazione
• Malattie infettive: anche qui è pressoché impossibile fare un elenco completo: in generale per le malattie non gravi (es. influenza, bronchiti, mal di gola, ecc) il tempo di sospensione dalla donazione è di 2 settimane dopo la cessazione dei sintomi. Per quanto riguarda altre malattie infettive contattare il Centro Trasfusionale: un medico trasfusionista sarà sempre a vostra disposizione per le informazioni del caso.

Le persone affette da epilessia possono donare?
A parte il caso delle convulsioni infantili, che non costituiscono controindicazione alla donazione, per poter essere ammesso alla donazione è necessario che sia trascorso un periodo di almeno 3 anni dalla data in cui la persona ha sospeso (su indicazione medica) la terapia anti-epilettica e, ovviamente, in assenza di ricadute durante tale lasso di tempo.

Per effettuare la donazione bisogna essere a digiuno completo? Perché?
Non bisogna essere digiuni: si può consumare una leggera colazione a base di the, caffè, qualche frutto, qualche fetta biscottata. Altri alimenti potrebbero rendere non correttamente interpretabili alcuni dei risultati degli esami che vengono fatti ad ogni donazione (per esempio glicemia, colesterolo, trigliceridi).

Sto prendendo questa medicina: “….”. Posso comunque donare?
Si tratta di una delle domande più frequenti: quel che occorre sottolineare è che in generale non è tanto il farmaco in sé a costituire un’eventualmente controindicazione alla donazione, bensì la malattia per il quale il farmaco stesso è stato assunto. Verrà perciò sempre chiesto al donatore la ragione per la quale si sta assumendo quel determinato medicamento: in base alla patologia in causa si stabilirà se esistono o meno controindicazioni alla donazione (si veda anche quanto detto a proposito delle diverse malattie).

Perché mi viene sempre chiesto se ho assunto negli ultimi giorni un farmaco antinfiammatorio?
I farmaci antinfiammatori non costituiscono in sé una controindicazione alla donazione, ma tenuto conto che sono in grado di interferire con la funzionalità delle piastrine, è importante per il medico trasfusionista conoscere il dato di un’eventuale loro assunzione nei 5 giorni precedenti la donazione. In caso di risposta positiva non è possibile utilizzare le piastrine del sangue donato, ma solo i globuli rossi ed il plasma.

Un tossicodipendente (o ex tossicodipendente) può donare?
No, una qualunque tossicodipendenza per via intramuscolare o endovenosa (es. eroina), o l’utilizzo delle cosiddette “nuove droghe” (es. cocaina, ecstasy, acidi, LSD) costituisce una controindicazione assoluta e permanente alla donazione.

Cosa si intende per rapporti sessuali a rischio? Implicano una sospensione dalla donazione?
Con questo termine si intendono tutti i tipi di rapporto sessuale occasionale (cioè non con il proprio partner abituale), in particolar modo se non protetti (cioè senza l’utilizzo del preservativo). Il discorso è ovviamente complesso e basato sulla coscienza dell’autoesclusione dalla donazione: non dimenticatevi mai la filosofia della donazione di sangue, ovvero un gesto d’amore per il vostro prossimo. Molte delle malattie sessualmente trasmesse possono mettere a rischio la vita della persona che riceve il sangue donato: è pertanto impensabile mettere a rischio la sicurezza di una persona bisognosa solo per la “paura” di dichiarare un rapporto a rischio o perché si pensa ai controlli effettuati sul sangue donato. Ricordate che mai nessun esame potrà dare la sicurezza del 100% che il sangue non sia infetto (per le caratteristiche peculiari delle malattie in causa, per i limiti intrinseci dei test di laboratorio). Rimarchiamo ancora una volta il concetto dell’autoesclusione: in caso di rapporti a rischio si invita il donatore a soprassedere alla donazione per almeno 3 mesi: cessato tale periodo, dopo adeguati esami di controllo e ad insindacabile giudizio del medico trasfusionista, il donatore potrà eventualmente riprendere a donare.

L’omosessualità è una controindicazione alla donazione?
L’omosessualità in sé non può e non deve essere considerata una controindicazione alla donazione: ciò che deve essere tenuto in considerazione è sempre l’evenienza di comportamenti sessuali a rischio ritenuti più comuni negli omosessuali rispetto agli eterosessuali secondo recenti pubblicazioni. D’altra parte si ricordi che il rapporto omosessuale è (almeno negli uomini) maggiormente a rischio di malattie sessualmente trasmesse.

Ho recentemente fatto la vaccinazione anti “…”. Posso comunque donare?

In generale le vaccinazioni non costituiscono motivo di controindicazione alla donazione: solo nel caso di vaccini a base di virus o batteri attenuati è prevista una sospensione di 4 settimane. Per qualsiasi chiarimento contattare il Centro Trasfusionale.

Ho fatto una profilassi antimalarica per un viaggio in un Paese ove questa malattia è endemica, posso comunque donare?
No, è necessario un periodo di sospensione di 6 mesi dopo aver lasciato la zona endemica: in tale periodo non devono peraltro manifestarsi malattie febbrili di natura non definita (potrebbe trattarsi infatti di malaria!). In quest’ultimo caso il periodo di sospensione è infatti di 3 anni dopo la scomparsa dei sintomi. Si ricordi che la profilassi antimalarica non è una vaccinazione e che non dà la sicurezza di una protezione del 100% contro questa malattia.

Le donne in stato di gravidanza o che allattano possono donare?
In generale non è possibile effettuare una donazione in tali circostanze, ciò per salvaguardare la salute della donna e del bambino. La donna potrà tornare a donare dopo la fine del periodo di allattamento e al compimento di 1 anno del bambino.

Mi sono sottoposto ad un intervento chirurgico, posso comunque donare?
In tali circostanze non è possibile effettuare una donazione, ma è necessario un periodo variabile di sospensione, dovuto al teorico rischio infettivo indissolubilmente legato a questo tipo di procedure. Occorre distinguere peraltro tra interventi chirurgici cosiddetti “minori”, cioè di piccola entità e spesso effettuati in regime ambulatoriale e gli interventi cosiddetti “maggiori”, quelli cioè più impegnativi e complessi. Fermo restando che anche in questo caso è fondamentale conoscere la causa medica che ha determinato l’intervento, in generale il periodo di sospensione dalla donazione è di 1 settimana per gli interventi cosiddetti “minori” e 4 mesi per quelli “maggiori”. Per gli indispensabili chiarimenti occorre contattare il Centro Trasfusionale.

Mi sono sottoposto ad un indagine endoscopica (gastroscopia, cistoscopia, colonscopia…), posso comunque donare?
In tali circostanze non è possibile effettuare una donazione, ma è necessario un periodo di sospensione di 4 mesi: ciò per il teorico rischio infettivo indissolubilmente legato a tali procedure.

Sono stato di recente dal dentista, posso comunque donare?
Anche in questo caso tutto dipende dal motivo per il quale si è stati dal dentista: cure di minore entità da parte del dentista o dell’odontoigienista (es. visita di controllo, pulizia dei denti) permettono di effettuare la donazione già a partire dal giorno successivo. Tutti gli altri interventi (es. otturazioni, estrazioni, ecc.) vanno considerati come interventi chirurgici minori e, quindi, implicano la sospensione dalla donazione per 1 settimana.

Ho fatto recentemente un tatuaggio (o un piercing o la foratura del lobo dell’orecchio) posso comunque donare?
In tali circostanze non è possibile effettuare una donazione, ma è necessario un periodo di sospensione di 4 mesi: ciò per il teorico rischio infettivo indissolubilmente legato a tali procedure. In ogni caso il consiglio è sempre quello di rivolgersi sempre e solo a personale specializzato e che faccia uso di strumenti monouso o comunque sterilizzato secondo le normative vigenti.

Sono inavvertitamente venuto a contatto con del sangue o con dei liquidi biologici potenzialmente infetti, posso comunque donare?
Anche in tali circostanze non è possibile effettuare una donazione, ma è necessario un periodo di sospensione di 4 mesi.

Ho fatto recentemente dell’agopuntura, posso comunque donare?
Qualora non venga effettuato da personale medico qualificato con aghi monouso, va considerato alla stessa stregua di un intervento a rischio infettivo quindi con sospensione di 4 mesi.

Viaggi all’estero e profilassi antimalarica: dopo quali viaggi devo attendere per donare?

In qualsiasi caso venga fatta, la profilassi antimalarica indica un potenziale rischio del paese di destinazione del viaggio, e prevede una sospensione di 6 mesi dal rientro in Italia. Per quanto riguarda i viaggi all’estero, in realtà, esistono sospensioni temporanee che vanno da 1 mese fino ai 6 mesi. Non sono costanti nell’arco dello stesso anno, a causa delle differenti endemie, che possono essere periodiche. Per questo, prima di venire a donare dopo un recente viaggio, laddove si abbia un dubbio, è utile contattarci prima via mail o consultare il sito del SIMTI Donatore che viaggia, dove è possibile reperire una tabella con tutti i paesi del mondo, sempre aggiornata in tempo reale.

Assumo dei farmaci: quando non è accettata la mia donazione di sangue?

Le tabelle dei vari farmaci che escludono, anche temporaneamente, alla donazione, sono più che altro legate all’infezione e/o alla patologia che sottendono, più che al farmaco in sé. Un iperteso (ben compensato) in terapia può donare il sangue così come un diabetico in terapia orale: in questo caso si elimina la componente plasmatica dalla sacca, che viene comunque utilizzata per produrre gli emocomponenti a livello industriale. Il diabetico in terapia insulina è invece escluso in maniera permanente dalla donazione. L’assunzione di un antibiotico o di cortisone (per bocca o endovena) prevede la sospensione per un mese, mentre per un’aspirina (saltuaria) o per un antinfiammatorio non è prevista alcuna sospensione: in questo caso però è importante dichiararlo in sede di visita, sarà compito del medico selezionatore escludere dalla sacca la componente piastrinica, che potrebbe rivelarsi disaggregata. A questo proposito, i pazienti che assumono abitualmente la cardioaspirina o una terapia antiaggregante dovrebbero essere sospesi in modo permanente dalla donazione, mentre i pazienti in terapia anticoagulante possono essere riammessi dopo due mesi dalla sospensione degli stessi, qualora siano stati presi come profilassi dopo fratture o interventi chirurgici (che però spesso prevedono a loro volta sospensioni dai 4 ai 6 mesi). Prima di venire a donare dopo l’assunzione di alcuni farmaci, laddove si abbia un dubbio, è utile in ogni caso contattarci via mail, per evitare spedizione improduttive.

 

Perchè dovrei donare?

Il sangue umano e’ un prodotto naturale, non riproducibile artificialmente e indispensabile alla vita. Donare il sangue e’ un atto volontario e gratuito, e’ un dovere civico, e’ una manifestazione concreta di solidarieta’ verso gli altri, esalta il valore della vita, abbatte le barriere di razza, religione o ideologia e rappresenta uno dei pochi momenti di vera medicina preventiva. E’ un atto di estrema generosita’ che permette di salvare la vita di altre persone. Proprio il fatto che il sangue sia raro implica la necessita’ di metterlo a disposizione di altri individui che potrebbero trovarsi in situazione di bisogno. Pensa di essere tu al loro posto.

Chi può diventare donatore?

Chiunque abbia compiuto i 18 anni di eta’ e pesi piu’ di 50 kg. puo’ presentarsi presso una qualsiasi sede AVIS. Un medico effettuera’ un colloquio, una visita, e gli accertamenti di tipo diagnostico e strumentale per verificare che non vi siano controindicazioni alla donazione. La tutela della salute e della sicurezza sia del donatore che del ricevente sono fondamentali. Le cause per le quali una persona puo’ essere valutata non idonea o sospesa sono molteplici e tutte determinate dal principio di salvaguardare la salute sia del donatore sia del ricevente. Alcuni esempi sono: Esclusione permanente per: malattie autoimmuni, cardiovascolari, del sistema nervoso centrale; neoplasie o malattie maligne; diabete insulino – dipendente; alcuni tipi di malattie infettive (epatite B, C, ad eziologia indeterminata, AIDS, ecc.), alcolismo cronico; assunzione di droghe; comportamenti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive; tendenza anomala all’emorragia. Esclusione temporanea per: periodi variabili da settimane ad anni in caso di:tubercolosi, toxoplasmosi, esposizione accidentale al sangue o a strumenti contaminati; trasfusione di sangue o di emocomponenti o di plasmaderivati; endoscopia, trapianto di tessuti o cellule, intervento chirurgico di rilievo; agopuntura, piercing, tatuaggi, rapporti sessuali occasionali a rischio, viaggi, vaccinazioni. Inoltre per condizioni legate alla visita (per esempio valori di pressione arteriosa troppo alti o bassi) o agli esami effettuati (esempi, valori di emoglobina o ferro bassi,esami del fegato elevati, positivita’ dei marcatori virali, ecc.), ed eventualmente altro a giudizio del medico.

E’ pericoloso donare sangue?

Grazie all’accurata selezione per un adulto sano la donazione di sangue non comporta alcun rischio. Esistono precise disposizioni che regolano la raccolta del sangue: la quantita’ del sangue che viene prelevata mediamente ad ogni prelievo e’ minima ed e’ stabilita per legge in 450 centimetri cubi +/- 10%. Tra una donazione di sangue intero e l’altra devono trascorrere almeno 90 giorni. La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4 nell’uomo e a 2 nelle donne in eta’ fertile. I controlli e le visite periodiche effettuate a ciascun donatore prima di ogni donazione sono uno strumento di medicina preventiva, a tutela dello stato di salute generale del donatore.

Come funziona la donazione di plasma?

Oggi e’ possibile effettuare diversi tipi di donazione: oltre a quelle tradizionale di sangue intero, si possono effettuare donazioni mirate (dette aferesi) cioe’ solo di alcuni componenti del sangue e, tra questi, il plasma. Nell’aferesi (termine greco che significa l’atto del “portar via”), attraverso l’uso di separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore soltanto la componente ematica di cui si ha necessita’ (plasma, piastrine,…), restituendogli contemporaneamente i restanti elementi. Ciascun separatore cellulare centrifuga o filtra il sangue che defluisce da un braccio del donatore trattenendo il componente ematico necessario e restituendogli il rimanente. Si parla di plasmaferesi se si prelava solo plasma, dipiastrinoaferesi se si prelavano solo piastrine, di plasmapiastrinoaferesi se si prelavano plasma e piastrine, ecc. Una volta raccolto, il plasma viene conservato diversamente dal sangue intero e dai concentrati di globuli rossi, essendo congelato (se a temperatura inferiore a – 30° C) puo’ essere utilizzato per un periodo massimo di 12 mesi. Il sangue e’ composto per il 45% circa di cellule, la parte corpuscolata, e per il 55% circa di plasma, la parte liquida. Le funzioni del plasma sono numerose: mantiene costante il volume di sangue circolante, porta ai tessuti e alle cellule sostanze prevalentemente di tipo nutritivo e di regolazione (ormoni, vitamine), raccoglie tutte le sostanze di rifiuto derivanti dal metabolismo delle cellule e le elimina attraverso i reni e il sudore, interviene nei processi di difesa immunologica e nella coagulazione.

Con quale denaro funziona l’Avis?

L’AVIS e’ una associazione di volontari: nessun socio impegnato nell’associazione a qualunque titolo e con qualunque funzione, percepisce compensi. Sono stipendiati invece i dipendenti che svolgono un lavoro permanente nell’associazione. L’Avis sostiene economicamente la propria azione (spese per la promozione della donazione, per l’invio dei donatori alle strutture Trasfusionali e/o per la raccolta diretta delle unita’ di sangue, ecc.) con i rimborsi, stabiliti da un decreto ministeriale ed erogati, per convenzione, dalle Aziende Sanitarie e/o Ospedaliere . Altre fonti di finanziamento sono costituite da contributi di Enti Locali e donazioni private.

Perchè dovrei donare?

Un nostro slogan recita “donare sangue: una scelta per gli altri, una scelta per se stessi“. A livello individuale si ha la gratificazione morale di concorrere alla soluzione di un grave problema e l’orgoglio di appartenere ad una componente attiva del volontariato socio-sanitario, decisiva per la costruzione del sistema trasfusionale. Inoltre, donare regolarmente sangue garantisce al donatore un controllo costante del proprio stato di salute attraverso visite mediche ed accurati esami di laboratorio, eseguiti ad ogni prelievo.

Ogni anno sento parlare di carenza di sangue…

La carenza di sangue nei mesi estivi e’ purtroppo un dato di fatto: in Italia in questi mesi, ma sempre piu’ anche nel corso dell’intero anno, si rilevano forti diminuzioni nella raccolta di sangue mentre il bisogno di emocomponenti rimane stabile. La partenza per le vacanze contribuisce a interrompere i consueti flussi di raccolta. E’ necessario quindi disporre di un adeguato numero di donatori periodici sui quali poter contare tutto l’anno, festivita’ e vacanze comprese. Per questa ragione AVIS, da anni ha avviato un’attivita’ di sensibilizzazione per cercare di garantire l’afflusso dei donatori a intervalli regolari presso le strutture trasfusionali, e ridurre il ricorso alle donazioni occasionali e sostitutive.